Questa importante arteria stradale, descritta dagli itinerari antichi e identificata da alcuni studiosi con la via Gemina, attraversava l’area tra l’Isonzo e il Timavo per dirigersi verso Tergeste (Trieste) e verso Pola in Istria.
Da Aquileia passava nel territorio di San Canzian d’Isonzo e poi in vicinanza della villa di Staranzano; essa si raccordava ad altre direttrici viarie nei pressi dell’odierna Ronchi dei Legionari dove un ponte lungo oltre 200 metri attraversava un antico alveo dell’Isonzo. La via correva poi ai piedi del versante meridionale dei colli monfalconesi e proseguiva verso Tergeste dopo aver valicato su un ponte di pietra il fiume Locavaz. Presso le foci del Timavo vi era la villa del Randaccio che fungeva da stazione di sosta per i viaggiatori (mansio). Numerosi tratti della strada sono stati individuati nel corso di ricerche archeologiche e mediante l’uso della fotografia aerea; il rinvenimento di monumenti funerari, di norma collocati, in età romana, lungo gli assi viarii, ha contribuito alla ricostruzione dell’antica rete stradale del territorio.

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